Storia
Etimologia del nome e storia del paese
Letimologia è incerta anche se oggi si propende a far derivare il nome del paese da Cerretanum che significa luogo dove crescono molti cerri, una specie di quercia non molto alta con corteccia ruvida.
Per cui il nome del paese significa cerreto.
Ma se Cerano significa cerreto, si potrebbe ipotizzare che questo cerreto dovesse esistere.
Benché non esistano prove è tuttavia logico supporre ubicato nel luogo dove oggi sorge il centro storico.
Indicativamente ci riferiamo a piazza Libertà, piazza Crespi, piazza S. Gervasio e le vie che si snodano da queste. Sulla base di questa premessa possiamo ipotizzare una ricostruzione dei fatti che hanno dato origine alla nascita della città.
Nel IX, X secolo lItalia e gran parte dellEuropa occidentale vennero funestate dallinvasione di molti popoli, la popolazione locale non potendo contare su un esercito che la difendesse dovette "arrangiarsi". In pratica queste popolazioni che inizialmente vivevano sparse per la campagna si raccolsero in punti naturalmente sopraelevati e quindi forti che si "incastellarono", cioè vi si rinchiusero fortificandosi.
Una di queste zone potrebbe essere quella caratterizzata da via Roma, via XX Settembre, via Scotti e via Marconi, che presentano un dislivello rispetto al territorio circostante. Su questa collinetta cera un cerreto, che dovette essere abbattuto per permettere agli abitanti di sistemarvisi, per far posto alle case, ai vicoli, alla chiesa e a uno spazio pubblico per le assemblee. Per distinguersi dalle altre comunità denominarono il nuovo villaggio "Cerretanum" che nei secoli è diventato Cerano.
Nel periodo medioevale era una "CURTIS" cioè una corte, un organismo tipico medioevale caratterizzato da una economia chiusa e quasi totalmente autosufficiente sia economico che alimentare. A questo periodo è da far risalire la costruzione di un castello (tale opera ora completamente distrutta), questo edificio non sarebbe stato concepito solo per garantire la sicurezza per gli abitanti,ma invece per assicurare il possesso della sponda occidentale del fiume Ticino.
Nel 1448 la comunità si sottomise a Francesco Sforza, padrone del Ducato di Milano, fu un desiderio dei ceranesi di liberarsi della secolare sottomissione a Novara. Il feudo di Cerano fu poi ceduto intorno il 1456 dai Sforza a Pietro Gallarati.
In tale epoca nacque e visse il Beato Pacifico Ramati, al quale gli abitanti durante la vita e la morte manifestarono un particolare venerazione. Dopo varie battaglie il territorio novarese passò alla Corona di Spagna, di cui settantanni di guerre ininterrotte fortemente impoverivano lItalia e in particolare il novarese. Cerano perse definitivamente la sua autonomia diventando un borgo di scarsa importanza privo di mura e di castello, difeso solo da una palizzata di legno,incapace di proteggersi dai saccheggi.
In questo periodo il feudo rimase ai Gallarati dai quali ricavavano una rendita superiore ai 400 scudi, dai dazi sul pane, vino, carne e altre tasse ordinarie. Il territorio ceranese era situato nella parte orientale adiacente il Ticino, da vasti boschi di quercia assicurando una quantità notevole di legna da ardere e da opera, era anche una zona ricca di selvaggina.
Invece la parte occidentale, resa irrigua dalla Roggia Cerana, era coltivata in gran parte a prato, cereali, vite e più tardi anche da mais. Il riso invece era coltivato in misura assai ridotta. Questi prodotti in parte venivano consumati dalla stessa popolazione e in parte invece vendute nelle piazze vicine, Vigevano, Novara, Trecate e Milano.
Apparteneva alla comunità ceranese una parte di territorio costituito prevalentemente da boschi e da prati, ricavando annualmente una rendita con la quale pagavano il salario del medico e del Podestà, avendo perso limportanza delle attività del Ticino che avevano reso i ceranesi famosi come pescatori, barcaioli e pirati.
